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Musica e dischi n. 717(01-04-2008) Autore: Diana Leva LISZT: Sonata in si min.; 3 Notturni - WAGNER/LISZT: Brani da Tannhäuser e Lohengrin giudizio: Sfida delle sfide per il giovane pianista armeno, classe ’72, stregato (e nelle sue note di libretto si capisce anche più: ricorda cosa faceva Richter prima di inziare ‘live’) dall’enigma della Sonata in si minore, gloria di interpreti leggendari e tomba inclemente di chi le si avvicina senza profondità. Non è il caso di Vahan Mardirossian, che l’affronta con nervi a fior di pelle e insieme autocontrollo in zone d’ombra quasi sussurranti, squarci di dolcezze ed esplosioni di suono. Il tocco non ci sembra la sua dote più istintiva, pensiero e anima lo distanziano invece da molte più algide e banali esecuzioni di coetanei, capaci di seppellire questa pagina e chi la esegue. Struggente senza retorica la lettura del Notturno n. 3. |
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