Quando il disco s’incontra col fisco Conciliare la cultura del copyright con la lotta all’evasione fiscale si può: lo dimostra l’esperimento avviato qualche settimana fa in Argentina dall’Agenzia delle Entrate di Buenos Aires, che ha siglato con la Sony Music locale un accordo in base al quale i contribuenti in regola con il fisco ricevono (a titolo di premio di onestà) un Pin attraverso cui scaricare gratuitamente – per un periodo di sei mesi – fino a un massimo di 90 brani tratti dal catalogo locale della società discografica. Obiettivo, per Sony Music, sensibilizzare i consumatori sul downloading legale, contrastando la pirateria, e, per l’Agenzia, “incentivare una cultura tributaria positiva”. I primi risultati paiono incoraggianti, e si auspica che l’iniziativa prenda piede anche in altri Paesi, magari perfezionandone i termini: se in Italia, ad esempio, qualche casa discografica concludesse con la nostra Agenzia delle Entrate un accordo grazie al quale chi scarica musica legalmente dal suo catalogo avesse (come premio di onestà) forti riduzioni sulle imposte, di ogni ordine e grado, vedrebbe subito i propri dischi ai primi posti in classifica. E sarebbe un passo in più per combattere l’evasione del diritto d’autore, che non è certo meno sacro – in una società civile e democratica – del dovere di pagare le tasse.
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