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FORUM di Musica e dischiMUSICA DIGITALE E DRM Steve Jobs su iTunes invita le case discografiche
ad abbandonare i softwares di protezione dei files musicali. Mandaci la tua opinione compilando il form sotto.
LA QUESTIONE DIGITALE
Scatena polemiche l'appello di Jobs sul DRM (articolo su M&D n. 706 Aprile 2007)
Ha suscitato molte reazioni la lettera aperta pubblicata da Steve Jobs su iTunes all’inizio del mese di febbraio sotto il titolo di “Thought on Music” in cui,
lo ricordiamo, il magnate della Apple lanciava alla discografia un appello ad abbandonare i sistemi di DRM (Digital Right Management) sulla musica distribuita in rete. Jobs infatti,
da sempre maestro nell’orchestrare sorprese e colpi di scena, ha rovesciato con la sua proposta le accuse di quanti lamentano come anticoncorrenziale il sistema chiuso che lega iTunes ai lettori iPod,
che ha coinvolto l’azienda in azioni legali ancora in corso in Francia e Norvegia ove gli si chiede di dare in licenza il software proprietario della Apple sul DRM, FairPlay, in modo da consentire una
concorrenza più equilibrata nel mercato. continua
Pubblichiamo gli interventi sull'argomento:
Tullio Lanfranchi (Responsabile Commerciale Faier Entertainment)
L'argomento DRM è molto delicato, ma resto convinto che non è mettendo sbarramenti che si possa difendere il proprio
orticello. L'innovazione e le nuove idee saranno gli elementi che faranno la differenza, il vero attacco all'attuale situazione.
Ritengo quindi che il futuro business generato dalla discografia stia nelle attività
live e delle sue collegate generate al proprio interno, dove l'attività promozionale decisiva sarà dettata dall'utilizzo
della rete: Myspace n'è un esempio evidente. A trarne profitto maggiore per la componente "costi ridotti" saranno
sicuramente le Indie che sino ad ora hanno sofferto in investimenti di comunicazione. (27/6/2007)
Chiara Ferrari (Responsabile Comunicazione e Promozione Casasonica)
In fase di lancio promozionale Casasonica rilascia i file audio e video relativi ai suoi progetti senza alcuna protezione.
Questo vale per qualunque tipo di attività promozionale. Ad aprile di quest'anno presenteremo la nostra prima digital release ufficiale:
un progetto di micro music a firma Postal_m@rket. L'intero EP sarà privo di DRM. Il vantaggio per l'artista a fronte di un eventuale
mancato guadagno è la massimizzazione della visibilità con conseguente recupero dei margini di profitto dall'attivita' live. (4/4/2007)
Max Moroldo (presidente Made In etaly)
Siamo convinti che l'abbandono dei codici di protezione DRM possa aiutare la crescita del mercato digitale, soprattutto in Italia, infatti MADE IN eTALY fornira'
tutto il proprio repertorio a DRM Free. Questa scelta è stata ponderata dopo aver notato la differenza, in termini di percezione e vendita, tra prodotti
"copy-friendly" e prodotti sotto DRM. Abbiamo visto come in alcuni casi i prodotti con DRM siano stati maggior bersaglio di file-sharing illegale.
I teenager hanno un approccio diverso verso prodotti dell'epoca post-copyright, li acquistano con maggior facilità anche se si tratta di artisti emergenti.
La ragione del copyright deve essere la protezione del diritto d'autore e dei proventi derivanti. La battaglia deve essere fatta contro coloro che non
rispettano le regole delle varie società di collecting e che non vogliono pagare, adeguatamente, autori, compositori ed autori. (28/3/2007).
Enzo Mazza (presidente FIMI)
Steve Jobs si contraddice, prima sostiene che i DRM gli sono stati imposti dalla discografia, quando in realtà il problema dell'assenza di interoperabilità dipende da Apple, nessuno gli ha chiesto di
impedire l'utilizzo dei brani su altri player. Jobs poi ci deve spiegare perché impone l'adozione di DRM anche a quelle etichette indipendenti che non hanno richiesto nessuna protezione.
Non ultimo, perché non ha fatto lo stesso discorso alla Disney dove mi risulta sia socio. (6/3/2007).
Mario Limongelli (presidente PMI)
Ii DRM non possono essere abbandonati. Capisco che sia importante velocizzare il più possibile le operazioni di downloading di musica e capisco anche l’esigenza dell’interoperabilità ,
ma sono certo che si possano risolvere questi problemi senza dover rinunciare ai DRM, del resto la tecnologia avanza talmente in fretta che c’è da essere ottimisti in questo senso.
In tanti anni di carriera ho avuto modo di sperimentare che la protezione del diritto a lungo termine paga sempre, anche se con qualche sofferenza. (6/3/2007).
Andrea Rosi (Vice presidente Digital Business Development Southern Europe Sony BMG)
E’ una situazione molto complessa. Bisogna far coincidere le esigenze legittime di difesa dei diritti di chi produce la musica, di chi la scrive e di chi la registra con una consumer experience che aiuti lo
sviluppo del mercato. Sony BMG, come altre aziende, nel corso degli ultimi cinque anni ha dovuto cambiare il proprio approccio verso il DRM, ma ritiene che comunque la difesa dei diritti resti
fondamentale. Tuttavia è vero che esiste un problema, dal momento che ci sono milioni di Cd non protetti sul mercato, c’è la pirateria su Internet e la mancanza di interoperabilità fra i sistemi fa da
freno al mercato… Inoltre la decrescita di business sul mercato fisico è talmente veloce che l’industria dovrà prendere decisioni strategiche determinanti per il proprio futuro molto in fretta.
Tuttavia per il momento non abbiamo ancora una posizione ufficiale. La mia opinione personale è che alla fine sarà il consumatore a dettare le leggi del mercato, tanto più che vendendo noi
entertainment dobbiamo necessariamente essere favorevoli ad una consumer experience facile. (6/3/2007)
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