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Forum CD Burning
Negli ultimi mesi alcune società si sono attivate nella realizzazione di chioschi informatici che consentono la masterizzazione legale di cd personalizzati. Destinatari del nuovo business sono esercenti vari: negozi di dischi o di altri beni, luoghi di ritrovo, ecc
E-Z, il CD "fai-da-te"
Se ne parlava già da almeno due anni ed ecco che finalmente lo scorso mese sono stati installati i primi chioschi che consentono il cosiddetto “CD burning” (la creazione di compilations personalizzate), in via assolutamente legale, grazie all’attività di una società di Ponte di Piave (TV), la E-Z Managing. Il progetto, avviato lo scorso mese in via sperimentale con l’installazione di due macchine a Bologna e Belluno, si prefigge di affiancare questa nuova possibilità a quelle tradizionali del mercato musicale. “L’idea è nata in occasione di un viaggio negli USA” dichiara Freda Guislaine, presidente e amministratore delegato della società, nonché ideatrice del progetto. “Mi ha incuriosita questa possibilità e, tornata in Italia, insieme ai miei soci, ho pensato di fondare questa nuova società, che si occupasse di svilupparne il progetto. Naturalmente c’è voluto del tempo. Si trattava di entrare in un campo in cui nessuno di noi aveva delle competenze specifiche e che dal punto di vista legale è piuttosto complesso, per cui, nel frattempo, la società si è allargata anche ad altri settori”. In effetti dal punto di vista legale ci si è mossi su un terreno nuovo, con tutte le difficoltà legate alla mancanza di una regolamentazione già stabilita. “Si è trattato di convincere sia la Siae sia i produttori che, pur mancando una regolamentazione specifica per un’utilizzazione di musica di questo tipo, ci si trovava comunque di fronte a qualcosa di governabile” spiega l’avvocato Patrizio Visco, consulente della società, che fin dall’inizio ne ha seguito gli aspetti legali, seguendo i contatti con la discografia e con la Siae. “In realtà dovevamo ragionare per analogia con la regolamentazione esistente, senza confondere un progetto di questo tipo con le problematiche legate a Internet.” La soluzione è stata trovata considerando la vendita di musica tramite i chioschi analoga a quella dei supporti fisici e quindi alla fine è stato concordato un accordo di licenza sperimentale, per il quale, a fronte di un deposito cauzionale da parte della E-Z Managing, la Siae consegna alla società un certo numero di bollini. “Per un po’ abbiamo anche preso in considerazione l’idea di sostituire il bollino fisico con un codice serigrafato sul supporto - continua Visco, - ma dal momento che la nostra legislazione parla specificatamente di un bollino con determinate caratteristiche, abbiamo dovuto scartare l’idea”. Fra i primi firmatari di un contratto di licenza la società vanta una multinazionale, la BMG, seguita poco dopo da labels indipendenti, come Target, Duck, MBO e Nar. Mentre sono ancora in corso trattative con altre case, majors e indies (DIY, Nun, Ishtar). “In un primo momento c’è stata una certa diffidenza da parte della discografia, anche perché se è vero che progetti analoghi sono stati già portati avanti da alcuni paesi all’estero, è altrettanto vero che i risultati non sono stati eclatanti, anche per la mancanza di precise strategie in questo senso da parte delle multinazionali. Da questo punto di vista è stato apprezzabile l’atteggiamento di apertura mostrato dalla BMG”. “Certo le esigenze delle case sono state diverse - continua Freda Guislaine - e il chiosco che abbiamo appena consegnato è nato dal coordinamento di tutte queste esigenze”. La macchina consiste in una colonna con tre interfaccia utente, che può essere utilizzata da un massimo di 7 persone contemporaneamente (3 sulle interfaccia utente e 4 su erogazione servizio). Ogni monitor si presenta con un videoclip, un trailer o un qualunque filmato che funga da screensaver. Per attivarla basta toccare lo schermo. E’ possibile scegliere tra due modalità operative: la masterizzazione immediata e l’ordine di un CD. Attraverso la prima si ha accesso a un database di 36.000 brani, fisicamente presente all’interno della macchina, di cui è disponibile la modalità di streaming prima di selezionare la propria tracklist. Esistono tre tipologie di CD - da 3, da 7 e da 12 brani - (“abbiamo concordato con le case queste modalità per impedire la creazione di album identici a quelli normalmente in commercio: il numero di brani per modalità è diverso dai formati attualmente in commercio: CD singolo, EP, CD Album” ha spiegato Visco). Scelta la propria tracklist, attraverso una tastiera si sceglieranno i caratteri con i quali verrà serigrafata sul supporto e si potrà scegliere una copertina tra un certo numero di proposte. Per la masterizzazione la macchina impiega attualmente circa 40 secondi a brano, ma dopo il primo periodo destinato a testarla, dovrebbe scendere a 20 secondi. Se si sceglie invece di ordinare un CD si accede ad un database molto più ampio (l’intero repertorio licenziato), che non è tuttavia presente in macchina e quindi non consente lo streaming dei brani. In 48 ore il CD sarà spedito all’indirizzo segnalato. Per avere più scelta tra le copertine sarà possibile accedere al sito www.ezmanaging. com. Il costo dei brani naturalmente non è standard, ma varia secondo le decisioni delle singole case (in media 1,5 Euro a brano). Per il pagamento la società ha previsto 4 modalità, che vanno dall’uso della carta di credito o del pagobancomat a un codice di autorizzazione acquistabile alla cassa dell’esercente, costituito da una tesserina in Pvc, che consente di acquisire un credito inserendo delle banconote nella macchina stessa; e infine una fidelity card che, attraverso un piccolo costo iniziale, consente poi il caricamento in modo simile a quello del codice di autorizzazione, ma in più offre possibilità quali sconti, raccolta punti, ecc. Per quanto riguarda gli esercenti ci sono due possibilità di utilizzo dei chioschi: è possibile acquistare la macchina, e in questo caso si ha diritto a un margine di guadagno intorno al 20/22% dei ricavi totali, ma, tramite accordi con società intermediarie, si potrà ottenere il chiosco anche in comodato d’uso, ottenendone in cambio un margine più basso. “Attualmente abbiamo degli accordi con alcune videoteche, qualche negozio di abbigliamento e c’è anche una trattativa con l’università di Padova - continua la Guislaine. - Certamente ci auguriamo che anche i negozi di dischi possano usufruirne, anche perché potrebbe essere una buona possibilità per arginare problemi come la fornitura del magazzino, le ridotte possibilità di resi, ecc. Non intendiamo cannibalizzare un mercato che è già difficile, come mi pare stia facendo la grande distribuzione. E’ vero che questa iniziativa è aperta a qualunque possibilità, ma resta il fatto, per esempio, che il costo dei CD sarà uguale per tutti. Poi, siamo disponibili a prendere contatto con le associazioni di rivenditori di dischi, per trovare magari qualche possibilità di agevolazione a livello commerciale, per esempio in merito alle modalità di pagamento”.
M&D gennaio 2003.
Progetto SOGEDA
Accade spesso in ogni mercato che, dopo anni di dibattiti e di incontri per valutare l'opportunità di mettere in piedi nuovi modelli di business, scandagliandone tutti i pericoli e tutti i vantaggi possibili, d'improvviso qualcosa si smuova grazie all'entrata in scena di nuovi agguerriti imprenditori, decisi ad assumersi in prima persona eventuali rischi operativi, convinti dell'opportunità di entrare in settori che ritengono offrano interessanti margini di guadagno. È quello che sta accadendo negli ultimi mesi nel nostro settore, con l'ingresso di società che forniscono agli esercenti i cosiddetti chioschi destinati alla realizzazione di compilations fai da te da parte dei consumatori. Qualche mese fa abbiamo incontrato la Caliel Global Entertainment (M&D Ottobre 2001), poi nel numero scorso la E-Z Managing, e adesso è la volta della Sogeda di Milano, società appartenente al gruppo Met Sogeda (la cui sede principale è a Padova e conta 1.200 dipendenti) che si occupa di produzione software e impianti tecnologici. Promotori dell'iniziativa sono stati il capo progetto Marco Mori e il responsabile commerciale Franco Di Piazza, che hanno lavorato fattivamente alla realizzazione del progetto a partire dal febbraio 2002, quando hanno avviato i primi contatti con le principali case discografiche per prendere atto delle loro esigenze e studiare con loro un progetto concreto di "distribuzione complementare" a quella dei circuiti tradizionali. "Un concetto che ci preme sottolineare - racconta Di Piazza - è che il nostro obiettivo non è assolutamente quello di sostituire la distribuzione tradizionale, bensì di affiancarla, puntando a raggiungere quella parte di consumatori che oggi sono attratti dalla pirateria. Il nostro obiettivo è offrire un prodotto che abbia prezzi competitivi (nell'assoluto rispetto della legalità), che si avvicinino a quelli della pirateria, offrendo in più all'utente la possibilità di scegliersi personalmente i brani da masterizzare sul proprio CD". Il primo importante risultato per la società è stato non a caso quello della firma di un contratto di licenza con la Universal Music nel novembre scorso. Impegnata in prima persona nelle sue campagne contro la pirateria, la major di via Dante, è entrata facilmente in quest'ottica e ha infatti posto come priorità proprio questo tipo di sfruttamento del catalogo. Diverse sono state le esigenze manifestate dalla Emi (con la quale si sta ancora trattando), che invece ha posto attenzione in via prioritaria alle problematiche relative alla fornitura dei magazzini dei negozi. "Emi sottolinea l'importanza per i dettaglianti di possedere una vasta gamma di catalogo nei propri magazzini - continua Di Piazza - e nello stesso tempo conosce le difficoltà concrete che questo comporta in termini di gestione e di investimento a medio-lungo termine. Il nostro sistema consente ai negozi di possedere l'intera gamma di catalogo esistente, eliminando i problemi di gestione del magazzino, potendo svolgere quel compito di 'boutique della musica' che il sistema del mercato odierno sempre più impone loro". Di qui la suddivisione del progetto in due direzioni distinte. Da un lato la fornitura di chioschi a esercenti titolari di luoghi di ritrovo di ragazzi, come bar, palestre, ecc., che offrono la possibilità di acquistare compilations personalizzate. Dall'altra la fornitura di computer particolarmente sofisticati, dotati di masterizzatore e stampante di qualità, ai negozianti specializzati per la fornitura di prodotti di catalogo masterizzati al momento nel pieno rispetto dei diritti. Per quanto riguarda il chiosco da offrire agli esercenti di locali pubblici, si tratta di un personal computer presentato in una veste particolare che lo renda appetibile ai potenziali utenti e che presenti un'interfaccia particolarmente amichevole utilizzabile anche da utenti con scarsa dimestichezza con i PC. Le ricerche potranno essere effettuate per artista o per titolo e i brani saranno presenti anche in modalità streaming. Tuttavia, a differenza di quanto accadeva per la E-Z, non esistono database direttamente caricati in macchina. I brani sono situati in un database centralizzato, denominato Centro Stella, dal quale sarà possibile scaricarli per la masterizzazione. Il software inoltre vigilerà anche su alcune limitazioni poste come condizione dalle case discografiche, in relazione all'abbinamento fra alcuni artisti che per contratto non possono essere affiancati su uno stesso disco, o sulla presenza di più brani di artisti che non hanno concesso i diritti per la presenza di più di un loro brano in una compilation. Per ottenere il prodotto finito occorreranno circa 12 minuti per un'ora di musica. Per quanto riguarda i pagamenti sarà possibile effettuarli inizialmente tramite una tesserina prepagata diffusa dalla stessa Sogeda, successivamente si dovrebbero utilizzare le prepagate appartenenti a società di telefonia mobile. Sul CD apparirà la tracklist serigrafata, il bollino della Siae e sarà eventualmente possibile anche stampare dediche. Il costo, stabilito in accordo tra la Sogeda e le case discografiche, sarà mediamente inferiore ai 2 Euro a brano. Diverso il progetto in relazione ai negozi, dove non si parlerà più di chiosco ma di postazione informatica accessibile solo al personale che consentirà anche la stampa delle copertine, confezionando un CD assolutamente conforme all'originale, pur essendo masterizzato al momento. L'istallazione prevede qualche differenza nell'ammontare degli investimenti da parte degli esercenti. "La dotazione informatica viene data a tutti in modalità full leasing per 36 mesi - assicura Di Piazza. - Il costo complessivo ammonta intorno ai 1500/600 Euro per il chiosco da compilation, una somma che stimiamo ammortizzabile con la vendita di 4 compilations al giorno per la durata del leasing. Per quanto invece riguarda i dettaglianti tradizionali l'investimento sarà più alto, variando da un minimo di 2.500 Euro ad un massimo di 7.000 Euro a seconda di quello che viene richiesto, dalla singola macchina collegata all'archivio e provvista di stampante e masterizzatore a più macchine collegate tra loro che consentano anche la stampa di più copie contemporaneamente". "C'è anche una certa differenza nell'approccio ai diversi clienti - precisa Mori. - Con i negozi di dischi riteniamo di avere un rapporto più B2B, per il quale siamo disponibili a concordare anche formule commerciali diverse. Mentre il discorso sui chioschi nei locali pubblici è più standardizzato anche perché si tratta di un progetto completamente diverso. L'obiettivo di questi chioschi infatti non è quello di offrire nuovi guadagni ai titolari attraverso la vendita dei CD, ma di aumentare la propria clientela grazie a un progetto cui intendiamo affiancare altre iniziative legate alla musica, dalla vendita di biglietti per concerti o eventi musicali alle proiezioni di video, l'offerta di merchandising, ecc. Per questo motivo stiamo valutando molto attentamente i potenziali punti sul territorio cui offrire l'iniziativa. Si tratterà di investire sul locale che, tramite il chiosco, avrà occasione di diventare un luogo di ritrovo importante per una serie di piccoli eventi, a partire dall'inaugurazione stessa delle macchine. Tra le varie iniziative, si potranno studiare insieme alle case discografiche anche operazioni di lancio di nuovi artisti o nuove produzioni, presenti in downloading sul chiosco prima di essere stampate. Per quanto riguarda la partenza del progetto, si parla del primo trimestre dell'anno. "Ci piacerebbe fare un'inaugurazione ufficiale in concomitanza con Sanremo, ma per il momento non ci sono ancora dei tempi definiti". E per concludere non resta che chiedersi se la diffusione di prodotti ufficiali masterizzati non possa procedere in senso contrario rispetto a quella spinta verso la riqualificazione del prodotto disco come bene di qualità, per la quale è sempre maggiore l'attenzione sia verso l'alta definizione audio (si pensi ai nuovi formati SuperAudio e DVD), sia verso un packaging 'lussuoso', con ricche copertine. "E' vero - spiega ancora Mori. - Tuttavia mi pare che un'operazione di questo genere segua un po' la scia di quanto accade sul mercato editoriale, per molti aspetti affine a quello discografico. I libri hanno un proprio ciclo di vita che li vede debuttare in versione lusso, per poi essere riproposti in edizioni economiche dopo un certo periodo. Mi pare che dovrebbe accadere lo stesso anche per il CD, lasciando la possibilità agli utenti di scegliere tra un prodotto ben confezionato e più attento alla qualità e un prodotto meno 'bello' ma più economico, e quindi potenzialmente appetibile per quel pubblico di giovanissimi che ormai sempre meno frequentemente entra nei negozi di dischi".
M&D Febbraio 2003.
Caliel: tecnologia e musica
Il terreno viene sondato già da alcuni anni e M&D ne ha seguito i passi sin dall’inizio; tuttavia, nonostante la disponibilità di massima delle parti coinvolte, non si sono ancora visti nei negozi di dischi italiani i cosiddetti chioschi informatici per la realizzazione di compilations personalizzate. Fra i primi promotori dell’iniziativa l’associazione Vendomusica, che a partire dal numero di novembre del 1999 invitava i suoi associati ad aderire al Download Dealers Group, iniziativa la cui finalità era studiare le diverse prospettive commerciali legate allo sfruttamento della Rete per l’offerta di musica, fra cui appunto la possibilità di dotare i negozi di chioschi per scaricare compilations secondo i gusti dei singoli clienti; qualche società tecnologica inoltre si era già fatta avanti per supportare il progetto della tecnologia adatta, tanto che nel numero di novembre 2002 M&D aveva organizzato un forum per dibattere la questione. Poi, il binomio Musica e Tecnologia sembrava aver preso altre strade. Ecco che invece i chioschi tornano ad essere una concreta possibilità, attraverso l’attività della Caliel Global Entertainment, società di Business to Business, che fornisce servizi a piccole e medie imprese del settore dell’entertainment. L’azienda si rivolge in particolare al proprio network di associati, costituito da negozi al dettaglio, discoteche, locali, ecc., i quali potranno acquistare con una modica spesa un kit informatico (fornito dal partner tecnologico IBM) composto da parabola, masterizzatore, server e stampante. Il chiosco permetterà ai loro clienti di ordinare brani musicali in formato digitale non compresso direttamente alle case discografiche, a un costo inferiore rispetto al prodotto fisico tradizionale, ma con la stessa qualità sonora, per poi stamparli su un CD serigrafato e dotato di una bella copertina, di cui avranno personalmente scelto il contenuto. Il sistema è reso possibile grazie a una complessa tecnologia che consente in tempo reale di richiedere il brano direttamente alle case discografiche (senza doverlo immagazinare in un server) e di pagare immediatamente (grazie ai sistemi di codifica bancari) le royalties tanto alla Siae quanto all’industria fonomeccanica. I vantaggi dell’operazione restano gli stessi di cui si parlava due anni fa: evitare le spese di magazzino, consentire una distribuzione immediata e capillare di qualunque proposta musicale nella sicurezza assoluta e con piena legalità, assicurandone l’immediatezza dell’accredito. Infatti i CD così commercializzati, pur lasciando intatte, oltre alle royalties degli aventi diritto, anche il margine del negoziante, risulterebbero alleggeriti dei costi di stampaggio, distribuzione e magazzino, sostituiti semplicemente dalla percentuale del mediatore, la Caliel. Oltre a questo, la società prevede anche una possibilità di commercializzazione diretta all’utente finale che potrà acquistare i brani direttamente dal proprio computer in formato mp3 o ordinarli per riceverli su prodotto finito nel punto vendita a lui più vicino. “L’idea è nata dalla considerazione che, nonostante la diffusione crescente del consumo di musica via download, molti sono ancora gli utenti affezionati al prodotto fisico, specialmente in una fascia di pubblico medio/alta - dichiara Alessio Fiaschi, direttore marketing della società. - Dunque con il nostro sistema offriamo un prodotto a prezzo più basso, personalizzato, ma con la stessa dignità del prodotto tradizionale”. E la tecnologia di cui la Caliel dispone, attraverso un collegamento a banda larga, consentirebbe la realizzazione del CD richiesto entro 4 minuti dall’ordine. Certo, la difficoltà è quella di riuscire a raccogliere un catalogo il più ricco possibile e in questo senso la Caliel si sta muovendo per ottenere le licenze da majors e indipendenti. “Fino ad ora il progetto è stato oggetto di grande interesse e disponibilità, attendiamo a breve i primi contratti”. E naturalmente anche sul versante degli operatori associati si sta cercando di ampliare il raggio il più possibile, avviando contatti anche con catene, come per esempio Blockbuster che, pur non essendo direttamente collegata con la musica, potrebbe avere interesse a un’iniziativa del genere (“Oltre al fatto che non escludiamo in futuro di poter fare qualcosa di simile con i DVD film”). Dunque le premesse ci sono tutte, non resta che attendere l’avvio dell’operazione prevista verso la fine del 2003, o comunque non prima di poter offrire un servizio davvero completo sia per ricchezza del catalogo sia per capillarità di penetrazione geografica. Nel frattempo la società continua ad operare anche nelle altre sue aree di business, come il servizio di consulenza web, con il quale, al costo di 3.500 Euro, il cliente viene aiutato nell’auto creazione del proprio sito e guidato nella sua gestione, oltre che aiutato a risolvere le sue esigenze di micro-marketing.
M&D Ottobre 2002.
Pubblichiamo gli interventi arrivati:
"L'idea di consentire l'autocomposizione di una raccolta (o anche su commissione al negoziante dotato dell'apparecchiatura) la vedo positivamente. Speriamo che possa essere realizzata su larga scala.
Sebastiano Rizzo, Autore 31/3/03 (Pavia)
  

"Anch'io ho ricevuto la visita di un consulente Caliel, mi parlavano di un importo altissimo (4.500 euro) per far parte del progetto, ma perdonatemi, io 4.500 euro al massimo li spendo per la macchina non certo per "l'iscrizione" a Caliel a fondo perso..... dimenticavo...la fidelizzazione di 4.500 euro a Caliel e' annuale non una tantum. Un bel progetto..." Pasquale Graziano, Top Music (Milano) 6/3/03 "Ho appena parlato con una consulente Caliel, che mi ha informato che già da Aprile i primi chioschi per la produzione legale di cd saranno nei negozi, ipermercati, discoteche... Per entrare a far parte del circuito bisogna, però, "fidelizzarsi" con Caliel, ad un costo di 1.500 Euro per un sito che permetterà di accedere al networking, pagando "solo" qualcosa come altri 4.500 Euro... dilazionabili! Un po' cara come esperienza, non trovate? "
Fabio De Fazio, Casa Del Disco 10/3/03 (Taranto)
  

"Ma il diritto d'autore? Chi paga la Siae? Già le major succhiano tutto, come può essere tutelato un compositore che non è nel giro dei potenti?
Gennaro Pasquariello, Riva Fiorita 13/2/03 (Roma)
  

"Giusto, è il solo modo per combattere la pirateria, a patto che i costi della compilation "fai da te" siano accessibili a tutti. Certo e' che se per un cd personalizzato ci vorranno 20 euro come per un cd normale allora non servirebbe a niente.
Pasquale Graziano, Top Music 11/2/03 (Milano)
  

"Sono favorevole a questa iniziativa. Anche se si dovesse rivelare sbagliata, non importa, l'interessante è proporre nuove idee, in parole povere .....MUOVERSI, il mondo gira in modo vertiginoso e mi è sembrato che il mercato discografico sia rimasto un po' al palo."
Gregorio Alicata, musicista 4/2/03 (Roma)
  

"Penso che sia buono, anche se è vero che tanti si fanno le compilation a casa propria; se non altro la gente non sarà più costretta a comprarsi tutto un cd dove magari ci sono solo poche canzoni che interessano, e forse potrebbe essere un input valido per suggerire l'abbassamento dei prezzi dei cd stessi.
Filippo Cordioli, chitarrista 3/2/03(Verona)
  

"Ogni tipo di uso legale del repertorio è assolutamente positivo. Bisogna smettere di pensare che il business siano i supporti: cd, vinili etc. Il nostro lavoro è vendere musica in ogni formato possibile.
Lorenzo Tiezzi, Media Records 3/2/03 (Brescia)
  

"E' da circa un anno che sono nell'ambiente, da quando cioè ho rilevato il negozio, che già vantava esperienza decennale, bene da 1 anno finalmente una novità nell'ambiente, vista la crisi attuale, che potrebbe fare solo del bene, sarei favorevolissimo al progetto!!
Alessandro Trevisan, negoziante 31/1/03(Monfalcone)
  

"Dubito che i chioschi informatici possano svilupparsi... 240 milioni di persone si fanno le compilation gratis da internet, con tutte le ultime novità. Chi sa cucinare o ha dimestichezza artigianale, rispolveri vecchie passioni. Per il futuro prossimo a venire una bella trattoria ci consentirà un avvenire più tranquillo.
Ale Gerini, fotografo 31/1/03 (Milano)
  

Sono titolare di un'attività a Grottaglie di un negozio di dischi, associato Vendo Musica, Vostro assiduo lettore nonché Vostro abbonato. Ho letto l'articolo sul progetto E_Z Managing sul sito di "M&D Musica e Dischi" e devo dire che è molto interessante. I vantaggi che se ne possono trarre, sono molteplici, sia per la SIAE , sia per le case discografiche, sia per l'utenza finale, la quale, avendo la possibilità di scelta dei brani incisi su CD, sarà piu' COSCIENZOSA della somma sborsata per il servizio ottenuto, perché avendo a disposizione un numero elevato di brani di artisti diversi sarà possibile in questo modo recuperare tutta quell'utenza che non acquistava il prodotto perché non tutti i brani dello stesso artista era di proprio gradimento. Sono anche certa che, l'audiofilo che non ha mai smesso di comprare l'originale (e continuerà ancora a farlo) per curiosità o per motivi di senzazioni-emozionali si affaccerà alla compilation personalizzata. E' un passo che S'HA DA FARE, certamente spero che l'Assoc. Vendo Musica prenda atto e si faccia carico delle ipotesi di agevolazioni e delle reali possibilità che tale progetto sia quanto prima attuabile. Nello stesso articolo c'è una frase che mi lascia perplessa!!!! "CERTAMENTE CI AUGURIAMO CHE ANCHE I NEGOZI DI DISCHI POSSANO USUFRUIRNE" Quali sono questi dubbi? Sono concretamente convinta che l'idea più volte discussa, debba essere il trampolino di lancio di una situazione ridotta ormai ai minimi termini. In attesa di sviluppi, Saluto Cordialmente
Firmato Paglialunga Giovanna 23/01/2003
  

Sono titolare di un negozio di Napoli, e devo ammettere che questi articoli mi hanno piuttosto allarmato. Fino ad ora noi negozianti abbiamo dovuto fronteggiare una serie di "intromissioni" nella nostra area commerciale, prima le edicole, poi le vendite nei supermercati.... adesso veniamo a sapere che i dischi verranno venduti anche in videoteche, università e negozi di abbigliamento... Oggi si vendono sempre meno dischi, per tutta una serie di problemi che sarebbero lunghi da analizzare, i piccoli negozi come il mio faticano sempre di più ad andare avanti, se ci si mettono anche intromissioni di questo tipo, è meglio che i discografici ci invitino direttamente a cambiare merceologia, lo troveremmo più dignitoso.
Stefano (Negoziante di Napoli) 31/01/2003
  

Sono un produttore discografico indipendente. Sono favorevolissimo a questo tipo di sistema e tutti i negozianti dovrebbero provare a dotarsi di questo tipo di chioschi. Fatico moltissimo per rendere visibili i miei prodotti in Italia e in particolare nei negozi; della crisi del disco - vera o presunta - si è già detto forse anche troppo. Lasciatemi dire un paio di cose: l'idea dei CD custom non è affatto cosa nuova. I primi progetti sono di metà anni '80 e vedevano il coinvolgimento di un gigante dell'informatica, l'IBM. In USA, in anni più recenti ci sono state esperienze concrete, alcune positive, altre un po' meno. Credo che però tra queste, quelle "finite male" siano (Customdisc/Imix.com e Musicmaker.com in testa) state mal gestite e "pompate" dalle speculazioni relative alla cosiddetta "new economy" che tanto danno hanno fatto negli ultimi anni nel settore tecnologico negli Stati Uniti (e non solo). Ho avuto il piacere di provare alcuni di questi prodotti anni fa e da entrambi i lati della "barricata": nel 2000, in vacanza a DisneyWorld, Florida, ho avuto modo di acquistare un cd customizzato con musiche disneyane (molte delle quali rare e fuori catalogo) in un apposito chiosco Disney. Il costo non era basso (mi pare sui 20 dollari) e c'erano forti limitazioni (10 brani al massimo, meno di 40 minuti di musica in totale) ma volete mettere il gusto di avere un simile souvenir personalizzato con etichette e tracklist stampata al volo? Nel 1998 ho avuto la fortuna di entrare in contatto con Thomas Ryan, fondatore della newyorkese CDuctive. Nel giro di poco tempo fornii i master di un paio di album come prova alla società di Ryan. Non guadagnai molto, forse un centinaio di dollari. Ma una settantina di clienti di Ryan avevano comprato cd custom e i pezzi della mia piccola etichetta erano accanto a quelli di Roni Size, Coldcut, Eminem e altri nomi noti. CDuctive non andava male ma dopo essere stata assorbita da EMusic ha smesso di produrre cd personalizzati per concentrarsi nella sola vendita di MP3 (in cui peraltro EMusic è rapidamente divenuta leader). Infine è arrivata Universal che ha assorbito il tutto. Sono certissimo però del fatto che se qualcuno provasse di nuovo ad avere il coraggio di mettere su seriamente un circuito simile, la cosa potrebbe avere un grandissimo successo. E' di pochissimi giorni fa la notizia che un gruppo di grandi distributori al dettaglio - tra i quali ricordo Tower Records e Virgin Megastore - ha fondato una società denominata Echo che si occuperà di sviluppare e piazzare chioschi nei punti vendita di queste grandi catene. In Italia ricordo un tentativo abortito (mi pare si chiamasse "Sonos" o qualcosa del genere); a Caliel e EZ Managing facico i migliori auguri - e garantisco fin d'ora la fornitura del mio repertorio (che nel frattempo è notevolmente cresciuto), se non altro per un periodo di prova.
Nicola Battista/Kutmusic Italhouse (Pescara) 31/01/2003
  

Trovo che sia una buona iniziativa specialmente per i dj che sono costretti a portarsi dietro una marea di materiale, perchè se COMPERIAMO i Vinili o i CD, e selezioniamo il materiale per poter portare appresso una minor quantità di Bauletti registrandoli su cd, veniamo condannati come TRUFFATORI O FALSARI. E' una vergogna che si faccia di tutta un'erba un fascio. Pensare che senza dj tanto materiale non arriverebbe mai al grande pubblico. Se vi lasceranno fare sarà sicuramente una bellissima cosa per tutti, specialmente per i professionisti come me che fanno della musica il loro lavoro da 30 anni!
Enzo Persueder, DJ (Modena) 3/02/2003
  

Continuiamo a farci del male. Le compilation sono al momento gli unici titoli che ancora permettono la realizzazione di fatturato a chi produce (e vende) dance/house indipendente, ma ecco che subito anche questo mercato subisce il tentato assassinio da parte della EZ. E pensare che già le solite 2 megaindipendenti in collaborazione con le majors ultimamente avevano fatto cartello sottraendo quote di mercato notevoli a tutti, poi adesso pur di vendere realizzano compilation dal ppd quasi SOTTOCOSTO, bene... ora distruggiamo quel po' che resta! Unica consolazione: per ora pare che negli USA il sistema in questione non funzioni. Incrociamo le dita.
Anonimo, etichetta indipendente 3/02/2003
  

Sono d'accordo alla creazione di punti vendita dove sia possibile crearsi una compilation regolamentata dalle vigenti leggi in materia di diritto d'autore. Visto che i CD costano troppo e la qualità artistica dei brani contenuti su un album non è sempre buona, con questo sistema sarà possibile "scaricare " su un CD regolare solo i brani che interessano. Mi sembra un'ottima idea. ......sempre se gestita in maniera regolare e a norma di legge e con costi adeguati.
Stefano Amerio, Artesuono Produzioni Musicali & Recording Studio (Udine) 3/02/2003
  

Ritengo che l'avvento di mezzi informatici legali che permettano la diffusione della musica costituiscano solo un vantaggio per il nostro settore. Dobbiamo smettere di assimilare il prodotto discografico al supporto che in proiezione futura sarà solo uno dei mezzi di diffusione della musica. Il nostro compito è permettere che musica e prodotto discografico siano diffusi il più ampiamente possibile ma all'interno di sistemi legali che prevedano un equo compenso a favore di produttori, artisti, interpreti ed autori.
Mario Allione, FMA Edizioni (Milano) 4/02/2003


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