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| Forum tutela delle opere creative |
A costi contenuti
SRESA (Società di Raccolta e Salvaguardia dell'Arte) offre un
servizio di tutela delle opere creative. |
| Certificarsi è meglio - Incontro con Massimo
Varini, direttore SRESA |
Presentata pubblicamente il 10 luglio del 2002,
Sresa, società impegnata nella tutela e nella promozione delle
opere dell'ingegno, dopo 7 mesi di attività si ritrova ora a fare
il primo bilancio della sua avventura. Al progetto, ideato dall'amministratore
unico della società Domenico Ferrari, ha creduto sin dall'inizio
anche Massimo Varini, chitarrista che vanta collaborazioni con
artisti del calibro di Celentano, Antonacci e Nek (per il quale
è stato anche compositore, produttore e direttore artistico).
L'idea nasce nel 2001 e viene concretizzata con grande tempestività,
attraverso la creazione del software adatto e lo studio degli
aspetti legali connessi. Partendo dal presupposto che per tutelare
un'opera creativa da eventuali "furti" non è necessario il deposito
in Siae ma basta un documento che ne certifichi l'esistenza a
una data precisa, Sresa utilizza un software che garantisce una
procedura di protocollo del materiale inviato in modo da fornire
un sistema di certificazione utilizzabile in caso di contenzioso.
L'idea in sé non è rivoluzionaria. Tra le possibilità di tutelarsi
in questo senso, senza passare da Siae, c'è quella di autocertificarsi
attraverso un atto notarile, e qualcuno suggerisce anche l'auto
invio di una raccomandata con l'opera da tutelare, che ne certifichi
l'esistenza a partire da un giorno preciso. Tuttavia il metodo
della raccomandata non è inappellabile (c'è modo di aprire le
buste senza lasciar traccia e quindi di manometterne il contenuto),
mentre, per quanto riguarda il ricorso a un notaio, i costi in
genere fungono da disincentivo. Sresa offre invece la tutela attraverso
un sistema assolutamente semplice ed economico. Si tratta di inviare
il materiale in formato elettronico, dopo aver richiesto il contratto
di adesione al servizio e averlo rispedito alla società a mezzo
raccomandata firmato di proprio pugno.
M&D Febbraio 2003. |
| Pubblichiamo gli interventi arrivati: |
31/3/03 "L'iniziativa è nuova nel modo di
porsi rispetto al classico "autodeposito per lettera" o a quello
notarile o presso SIAE. Credo che risulterebbe più interessante
e nuova se vi fosse una società (la SRESA stessa o altra) di autori,
editori e quant'altro insieme che riesce a riesca a fare i seguenti
passi: deposito e tutela della paternità dell'opera, promozione,
diffusione e distrbuzione delle opere di chi vuole affidarle questo
incarico (non obbligatorio), tutela e riscossione dei diritti
(tutti: di autore, editore, connessi e annessi, ecc.), riscossione
degli introiti e ripartizione secondo criteri 1:1 (un venduto
o una esecuzione o un pacchetto di brani - nel caso di musiche
- e non ad ipotesi di campione più o meno rappresentativo di una
modalità di esecuzione. Personalmente - ma l'esperienza è comune
ad altri colleghi - non riesco a trovare un distributore che voglia,
appunto, distribuire cd di mia produzione. L'impressione è che
- al di là della bontà delle musiche e dei testi o della bravura
di cantanti e gruppi (parliamo di artisti poco conoscuti od emergenti)
- si punti su case discografiche molto note, multinazionali, anche
perché queste riescono a pubblicizzare opportunamente il prodotto.
Cosa che autore (autoproduttore) o una etichetta indipendente
non riesce a fare, anche per motivi economici. Sebastiano Rizzo,
autore (Pavia)
31/3/03 "Credo davvero in Sresa, non solo per il fatto di
potere certificare i brani, ma anche quello di potere comunque
farsi vedere e conoscere. Se è vero che la rete da molti è considerata
come il canale di sviluppo di idee più libero al momento, credo
che Sresa sia comparsa al momento giusto. Per questo il mio Cd...è
stato il primo certificato Sresa. Andate a farci un giro. Strabba,
cantante
18/3/03 "I miei complimenti per l'iniziativa di questo FORUM.
Intervengo da addetto ai lavori ma anche da persona che ha accettato
una sfida che in molti hanno definito "esagerata" ma che sta decisamente
premiando. Un invito a tutti a visitare il nostro sito, a toccare
con mano, a chiederci informazioni e ... magari ad aderire al
servizio. Buon lavoro a tutti Massimo scavo, Sresa (Reggio Emilia)
10/3/03 "Io credo che in Italia bisogna che ci sia un'altra
entità che protegga la paternità delle canzoni ed opere dell'ingegno.
In tutti i paesi europei e mondiali esistono piu' enti che oltre
a gestire i diritti DRM e DEM, gestiscono pensioni ed assicurazioni
degli artisti e di coloro che fanno parte del mondo della musica.
Piu' chiarezza e piu' libertà agli artisti e cantanti. Basta con
questo monopolio della SIAE!!! Filippo Colangelo (Bologna) 6/3/03
"ottimo, era ora che qualcuno si occupasse di questo in modo informatico
e diretto, vorrei aderire anche io a questo servizio per depositare
i miei brani musicali al più presto possibile..." Dario Scalese,
Benzocaina (Busano TO) |
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