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Mina

Todavia  ****
Produzione: M. Pani
Epic/PDU (Sony BMG) 88697154262

Mina dice grazie al pubblico (numerosissimo) dei mercati latini, che da lunghissimi anni ne segue la produzione e l’ha assunta nell’empireo delle leggende viventi (basti citare, a conferma, il recente musical argentino “Mina que eres” a lei dedicato), attraverso un album concepito espressamente per tale bacino d’utenza: 14 brani per lo più tratti dal repertorio classico dell’artista - dagli evergreens anni ’60 e ’70 come “Un anno d’amore”, tradotta per l’occasione dal regista Pedro Almodovar in Un ano de amor, fino ai successi più recenti di Agua y sal, compresa anche nell’ultimo album di Miguel Bosé (in origine “Acqua e sale”, firmata dagli Audio 2), o “Brivido felino”, divenuta Corazon felino. Tutti realizzati ex novo con arrangiamenti nuovi di zecca e con l’apporto di strumentisti di prim’ordine, nonché di ospiti illustri chiamati a duettare con la Signora della canzone italiana, che con questo album si assicura in partenza la nomination al Latin Grammy per il 2008. Punti di forza dell’antologia sono l’inedito Valsinha, unico brano in lingua portoghese, magistralmente cantato insieme al coautore Chico Buarque de Hollanda (l’altro autore è Vinicius de Moraes), da mettere fin d’ora in cassaforte - o meglio, nella propria discoteca - come uno dei più preziosi gioielli nella nostra produzione di musica “leggera”; Cuestiòn de feeling, in duo con un Tiziano Ferro più in forma che mai (che non fa rimpiangere l’edizione originale, che vedeva Riccardo Cocciante deuteragonista oltre che autore); e Sin piedad, altro inedito firmato da Joan Manuel Serrat (l’autore dell’indimenticabile “Bugiardo e incosciente”, annata ’69) con cui qui in coppia si propone. La sensazione complessiva è che la lingua spagnola riesca a conferire oggi alla canzone - al di là delle mode collegate ai ritmi latini che spopolano nelle balere o all’oleografia turistica – quella pennellata in più di eleganza, di passione, di libertà espressiva che la nostra canzone italiana aveva fino agli anni ’60, e che ha poi irrimediabilmente perso perché costretta dalle esigenze del mercato a inseguire nuovi modelli: modelli di cui Mina peraltro non si è mai curata, ovviamente, fedele a un linguaggio dove melodia e raffinatezza espressiva si uniscono con naturalezza e che proprio l’esecuzione in lingua spagnola esalta in modo particolare. Registrato in tempi e luoghi diversi, l’album, fra i più riusciti nella - pur straordinaria - carriera di Mina, è un regalo prezioso non solo per i fans latini, ma per tutti indistintamente.
di Mario De Luigi
 
pubblicata su Musica & Dischi: n.711 - 2007/10] pp. 47


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