Musica & Dischi
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LA STORIA
Musica e Dischi: prima copertina Quando “Musica e Dischi” nacque, nell’Ottobre 1945, il disco 78 giri era l’unico supporto sonoro in circolazione. Il maestro Arturo Toscanini era all’apice della carriera e mandava in redazione una sua foto autografata.
La stessa foto appare nella copertina del primo numero di Musica (poi Musica e Dischi): quattro pagine in bianco e nero nel formato di un quotidiano, fittissime di testo e intercalate da rare fotografie e minuscoli talloncini pubblicitari, dedicate alla produzione discografica di quel periodo (in prevalenza classica, poiché il mercato dell’epoca era dominato da incisioni di musica operistica e sinfonica) e, più in generale, alla scena musicale italiana in tutti i suoi aspetti: attività concertistica, strumenti musicali, apparecchi radio e giradischi (naturalmente volti a riprodurre il disco 78 giri, allora unico supporto sonoro in circolazione). Il mensile si intitolava semplicemente “Musica” - la voce “Dischi” si aggiunse solo a partire dal secondo numero, nel Novembre 1945 - e il suo fondatore (nonché editore, direttore responsabile e unico redattore) era Aldo Mario De Luigi, giornalista 39enne con una serie di esperienze all’attivo prima nel campo della pubblicità quindi come responsabile dell’ufficio stampa e pubblicità alla Voce del Padrone-Columbia-Marconiphone, casa discografica antesignana dell’attuale EMI.

De Luigi ebbe l’idea di creare un periodico rivolto ai professionisti del mondo musicale - commercianti di dischi in primo luogo, ma anche editori, compositori, artisti (categorie a cui di pari passo con l’evoluzione del mercato si sarebbero aggiunte quelle dei fonici, dei disc jockeys, dei produttori, dei managers, ecc.) - offrendo informazioni ad uso esclusivo degli addetti ai lavori: la testata incontrò fin dai primi numeri il favore degli operatori, e già a cavallo fra gli anni ’40 e ’50 - quando il disco microsolco si affacciò sul mercato della musica riprodotta - il mensile costituiva il principale punto di riferimento per chiunque volesse seguire da “dietro le quinte” gli avvenimenti del settore. La diffusione era organizzata solo attraverso abbonamento, e fin da allora erano numerosi gli abbonati in tutti i paesi del mondo - non soltanto professionisti, ma anche collezionisti e appassionati - che grazie a “Musica e Dischi” erano puntualmente informati su tutte le nuove emissioni pubblicate in Italia, sui brani di maggiore successo, sulle notizie relative alle aziende in attività e sui movimenti degli artisti italiani e stranieri; nel frattempo la redazione era cresciuta fino a riunire un organico di una dozzina di persone, a cui si aggiungevano varie decine di collaboratori esterni e corrispondenti da ogni nazione.

Con gli anni del boom del microsolco, prima a 45 giri (seconda metà degli anni ’50) e in seguito a 33 giri (dieci anni più tardi), il mensile arricchì la foliazione - fino a un centinaio di pagine - e la veste grafica, introducendo la stampa a 4 colori e riducendo il formato, senza tuttavia mutare gli obiettivi del progetto originario e senza trascurare le diverse innovazioni - dalla stereofonia al nastro preregistrato - che stavano trasformando il mercato della musica. Per prima in Italia “Musica e Dischi” iniziò a redigere classifiche settimanali di vendita, che inizialmente apparvero solo sul periodico americano “Billboard” (dal ’59) e quindi (dal ’63) furono rese disponibili ai lettori italiani sia attraverso il mensile sia con il servizio “Discopress”; e per prima, negli anni ’60, iniziò la redazione di guide e indirizzari che nel corso degli anni successivi sarebbero state accorpate nell’annuario “Chi & Dove”, comprendente l’elenco completo degli operatori dell’industria musicale italiana.

Nel Gennaio 1968 l’improvvisa scomparsa di Aldo Mario De Luigi condusse alla guida della testata il figlio Mario, 24enne, che già dal ’58 collaborava a “Musica e Dischi” come redattore e recensore e che ha mantenuto fino ad oggi le funzioni di editore e direttore responsabile, proseguendo nel processo di sviluppo del mensile in linea con i cambiamenti del mercato. Da segnalare, fra le tappe principali percorse in questi ultimi decenni dalla pubblicazione (la cui denominazione è divenuta nel frattempo “M&D Musica e Dischi”), l’affiancarsi alla distribuzione in abbonamento della diffusione attraverso l’edicola (dall’83) in concomitanza con l’adozione dell’attuale formato “uni” la creazione (nell’85, anno del “decollo” definitivo del supporto Compact Disc sul mercato nazionale) di una banca dati unica in Italia, “Banca Musica”, comprendente cataloghi, classifiche e testi specializzati - che hanno inoltre dato origine alla collana “Archivi”, specificatamente rivolta agli operatori del settore - e l’organizzazione di numerosi convegni e tavole rotonde dedicate ai molteplici aspetti del mercato musicale. Infine, dal 1999, la presenza in Internet con il proprio sito, che si affianca all’edizione cartacea della testata come punto di riferimento fondamentale per chiunque operi nell’industria musicale in Italia.


  
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